Franchigia e scoperto

Franchigia e scoperto

Particolare attenzione va posta, nella valutazione e nella scelta della polizza assicurative, anche al massimale, alle possibili franchigie, alle inclusioni ed esclusioni nelle normative di eventuali garanzie opzionali. L'analisi di queste opzioni può far diventare convenienti proposte che in un primo momento potevano non sembrarlo.

Le clausole contrattuali di "franchigia" e "scoperto" limitano, sul piano quantitativo, la garanzia prestata dalla Compagnia assicuratrice, facendo restare una parte del danno a carico dell'assicurato.

La principale differenza tra franchigia e scoperto è: la franchigia è normalmente espressa in cifra fissa nella R.C.A. (è espressa in percentuale nel ramo infortuni) ed il suo ammontare è definibile a priori poiché si applica alla somma assicurata; lo scoperto è invece espresso in percentuale e, poiché si applica sul danno, il suo ammontare non è definibile a priori.

La franchigia, più specificatamente, indica la parte del danno liquidato dalla Compagnia, variabile a seconda dei contratti a cui è applicata, non coperta dalla polizza e quindi a carico del contraente, che dovrà restituirne il valore) alla Compagnia.

Nelle polizze R.C.A. senza meccanismo bonus-malus, la franchigia è la quota di risarcimento stabilita volta per volta dal contratto, che l'assicurato deve rimborsare alla propria Compagnia se causa un sinistro: l'assicurazione risarcirà integralmente i terzi danneggiati, poi chiederà al cliente di versarle l'ammontare stabilito. Normalmente è espresso in cifra fissa, anche se ne esiste una pluralità di formulazioni diversificate a seconda dei rami e delle tipologie di rischi. Nella R.C.A. non è opponibile al terzo.

Il risarcimento sarà dunque costituito dall'ammontare del danno meno la franchigia.

Nei contratti del ramo Rischi diversi, come le polizze kasko o furto-incendio, la franchigia indica la soglia minima a partire dalla quale si calcola l'indennizzo. Viene trattenuta dalla liquidazione: se i danni sono inferiori alla franchigia non è previsto alcun indennizzo, mentre se sono superiori sarà riconosciuto il risarcimento della parte eccedente.

Se una polizza kasko ha una franchigia di 258,23 euro (500.000 lire) e il danno ammonta a 309.87 euro (600.000 lire), la Compagnia assicuratrice pagherà soltanto 51,65 euro (100.000 lire) eccedenti l'importo della franchigia, lasciando la restante parte a carico dell'assicurato.

L'importo della franchigia rappresenta lo spartiacque tra i sinistri che conviene denunciare e quelli che conviene risarcire direttamente.

Se il danno cagionato a terzi fosse inferiore, uguale o di poco superiore alla franchigia, ad esempio 258,23 euro (500.000 lire), all'automobilista non converrebbe farlo risarcire dalla Compagnia, ma pagarlo direttamente, evitando ulteriori oneri futuri determinati dal peggioramento della classe di merito.

Definizioni di alcuni tipi particolari di franchigia (franchigia assoluta; franchigia relativa; senza franchigia; priorità franchigia) sono rinvenibili nel glossario.

Lo scoperto è la parte del danno, indicata in percentuale e stabilita contrattualmente, che resta obbligatoriamente a carico dell'assicurato. Solitamente è indicato un minimo fisso; in alcuni contratti, invece, può essere invece espressa in valore assoluto o integrata/sostituita con una franchigia, con cui può anche coesistere. Normalmente viene convenuto in polizza per specifiche situazioni di rischio oppure per imporre all'assicurato alcune norme comportamentali da porre in atto per ridurre l'esposizione al rischio.

Le clausole di franchigia, insieme a quelle di esclusione e rivalsa previste dal contratto, devono essere indicate nella nota informativa precontrattuale. Il consiglio: scegliere una polizza bonus-malus con franchigia può essere una buona opportunità per risparmiare, ma, nel caso in cui si causino piccoli danni, conviene pagare direttamente il danneggiato senza coinvolgere l'Assicurazione.